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Pranzo con gli
imprenditori
ma l'Apisarda resta a digiuno
Un antipasto di mare in conchiglia apre la colazione servita dai camerieri del Forte Village in onore del presidente. Attorno alla tavola imbandita, arricchita da una tovaglia in fiandra bianca, prendono posto i tredici invitati, ospiti d'onore al banchetto organizzato a palazzo Viceregio. Al centro della tavolata Carlo Azeglio Ciampi parla dei problemi della Sardegna con i suoi commensali (imprenditori, banchieri e uomini di cultura) in «un'atmosfera davvero familiare» che fa passare in secondo piano le regole del cerimoniale.
Fuori, nella piazza Palazzo presidiata dalle forze dell'ordine, solo qualche cronista e pochi curiosi, decisi a resistere al maestrale di fine mattinata pur di catturare qualunque nota di colore sul pranzo presidenziale. «Cosa mangerà il Presidente?», chiede una signora al commesso della prefettura.
Ma la risposta non arriva. Solo più tardi, il menù sarà servito: antipasto, fregola con arselle di Cabras, dentice in bella vista con patate e fagiolini lessati, seadas al miele del Gennargentu e, per finire, dolci sardi e frutta fresca. Il tutto innaffiato dal buon Capichera e Turriga '95.
Il resto della mattinata è trascorso tra le "chiacchiere" nel piazzale che hanno accompagnato l'arrivo dei commensali. Sono le tredici quando all'ingresso della prefettura si presenta, in perfetto orario, il primo ospite: è l'economista Paolo Savona, ex ministro dell'Industria, ora presidente di Adr (aeroporti di Roma).
Non ha bisogno di presentazione ma c'è chi ricorda il lancio della sua candidatura a Mediobanca, quando il suo nome veniva indicato nella corsa alla successione di Enrico Cuccia.
Secondo ospite: Maria Grazia Massimino, unica donna (imprenditrice) al tavolo presidenziale. Avvolta in un completo rosso fuoco, la presidente dell'Aidda, avrà il posto d'onore, al fianco (destro) del capo dello Stato accanto al quale siede anche in veste di socio fondatore e consigliere d'amministrazione del Parco scientifico e Tecnologico della Sardegna. «Una grande emozione», racconterà, «ma il presidente ci ha messo tutti a nostro agio».
Di seguito tutti gli altri, il presidente del Banco di Sardegna Sebastiano Brusco, il cavalier Valtellina di Is Molas, Romano Mambrini (camera di commercio), l'accademico dei Lincei Giovanni Lilliu (applaudito durante il suo intervento), i rettori delle Università di Cagliari Pasquale Mistretta e Sassari Giovanni Maida, il presidente della Confindustria cagliaritana Luciano Ticca, il patron di Tiscali Renato Soru (elogiato da Ciampi "La Sardegna deve investire sulla nuova economia), Gian Marco Moratti (Saras), Giorgio Mazzella (Banca Cis), Italo Ferrari (Autorità portuale).
Tredici ospiti, il numero perfetto: forse per questo tra gli invitati non c'erano i presidenti regionali di Api sarda (Andrea Sechi) e Confindustria (Riccardo Devoto).
Qualcuno ha notato l'assenza ma loro non fanno polemica. Nonostante il visibile imbarazzo. «Siamo soddisfatti - dice Sechi - che il presidente Ciampi abbia avuto modo di confrontarsi direttamente con varie realtà della nostra isola.
Avremmo voluto anche noi, associazioni delle piccole e medie imprese, poter esporre al presidente il nostro punto di vista». È fondamentale - continua Sechi - «che in queste occasioni sia data la possibilità anche al mondo produttivo di confrontarsi direttamente con i vertici delle istituzioni nazionali».
(C.Ra.)