ESTRATTO
27 DICEMBRE 2009

 

 

Maria Grazia Massimino, leader dell’Associazione per il progresso del Mezzogiorno

«Centri d’eccellenza per evitare la fuga dei cervelli»

 

«In Sardegna non esisterebbero  le fughe dei cervelli se ci  fossero centri di eccellenza e se la ricerca fosse maggiormente sostenuta»

Ad affermarlo è il presidente regionale dell’Aprom (Associazione per  il progresso  del Mezzogiorno) Maria Grazia Massimino, che sottolinea come la vera sfida per il futuro  della regione sia «investire in ricerca e sviluppo delle piccole e medie imprese che non hanno mai  potuto  usufruire di grandi finanziamenti, spesso riservati alle grosse azienda industriali che hanno prodotto solamente  disoccupazione e violenza sull’ambiente.

Per l’imprenditrice di Quartucciu, socia fondatrice del  Parco scientifico «è assurdo che un neo laureato resti in Sardegna per guadagnare 800 euro con un contratto precario e mortificante»

In questo scenario la fuga è  inevitabile «perché i cervelli, come il cuore, vanno dove sussistono le condizioni per una  vita soddisfacente».

Per chiarire il pensiero cita la sua esperienza e quella del figlio che si è appena laureato.

«Come industriale» rivela «ho ottenuto finanziamenti per oltre 6 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica per realizzare una banca di cellule staminali, ma non ho potuto spenderli perché il Comune di Quartucciu mi ha negato finora l’autorizzazione edilizia».

Come genitore ha  visto il  figlio laurearsi in Neuroscienze cognitive all’Università San Raffaele di Milano «e ho potuto apprezzare l’eccellenza di quel centro. Mio figlio  ha presentato una tesi nel campo della medicina rigenerativa sulle funzioni delle staminali  in patologie quali Alzheimer, Parkinson e sclerosi e ha scelto il suo istituto per il dottorato di 4 anni e ha fatto bene. In Sardegna», ripete, «non esisterebbe la fuga dei cervelli se fosse possibile specializzarsi in centri  di  eccellenza come il San Raffaele»

(p.l.)