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 MONDADORI

Ha unito ricerca e impresa in un ambizioso progetto scientifico. Maria Grazia  Angioni Massimino, che 25 anni fa ha fondato con il marito Paolo l'Azienda italiana depuratori, ha realizzato a Quartucciu, in provincia di Cagliari, il primo centro di ricerca tissutale e cellulare al servizio della scienza. «E un progetto», spiega, «nato quattro anni fa, che ha come partner scientifico l'Università di Cagliari. Lo scopo è quello di fornire a istituti di ricerca e strutture sanitarie materiale biologico, in particolare cellule staminali». Protagoniste di questo nuovo centro saranno quindi le cellule staminali, allo studio, tra l'altro, per la cura di malattie degenerative come quelle del tessuto nervoso e muscolare, per la sostituzione di tessuti lesionati, come quelli cardiaci in seguito a un infarto, e per nuove applicazioni.

Domanda. Quali sono le altre finalità della vostra struttura?

Risposta. «Ho messo il cuore in questo progetto anche perché volevo che coinvolgesse le donne impegnate nella ricerca. Del centro, infatti, farà parte un team di ricercatrici sarde laureate in fisica, chimica, biologia, tecnologie farmaceutiche e medicina, che potranno lavorare vicino a casa e ai loro affetti. Spesso le donne sono costrette a scegliere tra la famiglia la e carriera: da uno studio della Fondazione Bellisario (che le ha conferito l'omonimo premio come imprenditrice nel 1990, ndr) sulla disoccupazione femminile, risultava evidente la difficoltà per molte valide professioniste di poter andare all'estero per fare ricerca nei centri d'eccellenza».

D. È possibile in Italia unire industria e ricerca?

R. «È sicuramente difficile, ma è utile che l'industria si metta al servizio della ricerca, per renderla più forte. E un modello che in America  funziona  e  che  porta   benefici   a

entrambi i settori».

R. «È sicuramente difficile, ma è utile che l'industria si metta al servizio della ricerca, per renderla più forte. E un modello che in America funziona e che porta benefici a entrambi i settori».

D. Cosa può. fare un'impresa a favore della ricerca?

R. «Noi mettiamo a disposizione del centro mezzi, strutture e l'esperienza accumulata in oltre 25 anni di attività nel campo della potabilizzazione, depurazione e trattamento delle acque sul territorio nazionale e internazionale conseguendo, per primi in Italia, il certificato di qualità anche ambientale. Quindi, guardiamo al futuro con una particolare attenzione a temi come etica ed ecologia. Con  queste premesse affidiamo alla ricerca il compito di renderci tutti uguali e con uguali diritti di fronte alla salute».

D. Quali sono i primi progetti che verranno seguiti nel centro?

R. «Come ha illustrato Giovanni Brotzu, direttore della struttura di Chirurgia vascolare del dipartimento di chirurgia del Policlinico e responsabile scientifico del progetto, i primi impegni riguardano lo studio delle cellule staminali per le bioprotesi e delle isole pancreatiche per la cura del diabete».

D. Quali altre iniziative  sono legate alla nascita del centro?

R. «Abbiamo istituito il premio internazionale "Scienza nuova" dedicato a chi si impegna nella divulgazione delle opportunità offerte dalla ricerca scientifica. La prima edizione del premio è stata vinta da Alessandro Cecchi Paone, che con le sue trasmissioni avvicina un pubblico eterogeneo e giovane al sapere. Proprio nel suo ultimo libro, Solo per amore, ha parlato di cellule staminali».

(V.P.)