ESTRATTO
![]()
INSERTO «€' Facile»
DONNE D’IMPRESA
Maria Grazia Massimino, presidente della delegazione sarda dell' AIDDA, l'associazione che rappresenta in Italia 1100 imprenditrici di 2000 aziende, delinea il quadro della situazione dell'imprenditoria in Sardegna alla vigilia dell' euro
Imprenditori si nasce o si diventa?
"Imprenditori si nasce. Il segreto è avere la predisposizione mentale per cogliere le opportunità, trasformando i punti deboli in elementi di forza".
In Sardegna funzionano i prodotti di nicchia ad alto valore aggiunto?
"Si tratta di sopratutto di un vantaggio per le imprese guidate da donne, statisticamente più orientate verso i settori meno tradizionali e più innovativi".
Sembra che le iniziative femminili stentino a trovare credito presso le Banche...
"Abbiamo in corso, attraverso l'associazione sarda, un progetto su misura per le imprenditrici ritenute, forse per eccesso di creatività, clienti apparentemente rischiosi per gli istituiti di credito. Nasce così il pluripremiato progetto W.E.Pro.: una corsia preferenziale riservata alle donne per facilitare l'accesso al credito e rompere le sacche di resistenza che ancora oggi, nonostante i numerosi passi avanti fatti anche nell’Isola, ostacolano l'inserimento dell'elemento femminile nel mondo dell'impresa".
Cosa può cambiare con l'euro ?
"È il primo passo verso gli Stati Uniti d'Europa.
Per la Sardegna e soprattutto per le imprese sarde non ci saranno
che vantaggi. Saldare i legami con l'Europa contribuirà ad uscire
dall'isolamento, ad accrescere la dimensione dell'impresa sentendosi parte di un
mercato forte e competitivo sul piano mondiale".
E l'attuale deprezzamento dell'euro?
"E cronaca di questi giorni Secondo Wim Duisemberg, presidente
della BCE, il deprezzamento dell'euro è finito.
La sua stagione nera non costituisce più alibi per nessuno. Ora
spetta al Paesi membri rimboccarsi le maniche riportando il timone nella giusta
direzione. Imprenditori, politici, parti sociali dovranno dimostrare di essere
all'altezza del compito che li attende nell'immediato futuro.
Ben vengano quindi iniziative come lo Sportello per
l'internazio-nalizzazione delle imprese o le politiche legate all'attuazione
della continuità territoriale, volte a dimezzare i costi dei trasporti sia per
le persone che per le merci, vero elemento di freno per la crescita economica e
sociale dell'isola.
Tutto questo serve alla Sardegna, insomma, per rompere gli argini
e costruire il proprio destino al fianco dell'Europa, ma con la consapevolezza
di poter svolgere un ruolo di interscambio con i paesi del vicino Oriente,
grazie alla sua posizione di centralità nel Mediterraneo".
Su cosa far leva?
"La vera ricchezza della Sardegna sono i giovani e la carica
innovativa che le nuove generazioni rappre-sentano. Non solo il credito, ma anche tecnologia e cultura
sono il vero punto di forza dell'impresa.
Occorre insomma investire sui giovani ed in particolare sui giovani ricercatori. Un esempio concreto:
proprio l'Aidda finanzia da sei anni, insieme all'Istituto superiore interpreti
e traduttori di Quartu, una borsa di studio per il conseguimento di una laurea
breve. Ogni anno viene assegnata ad una giovane aspirante imprenditrice che
voglia conoscere una lingua straniera. I parametri di preparazione europea non
lasciano infatti scappatoie: o si conosce alla perfezione almeno l'inglese o si
è fuori.
Per fortuna i più giovani lo hanno capito, ma servono maggiori
opportunità di studio e di approfondimento".
Altre iniziative?
Fra qualche giorno l'Aidda festeggia il ventennale ed è tempo di
bilanci per le oltre 70 socie sarde. Tra le varie iniziative è prevista una
riflessione a trecentosessanta gradi suI ruolo della donna nell'economia
tradizionale sarda. Il percorso è stato lungo e impegnativo e molto resta ancora da
fare, ma adattabilità e flessibilità sono termini al femminile che ben si
adattano alla personalità delle donne, così come praticità e concretezza. Doti
che aiutano quando si vuole passare dalle parole ai fatti".
Le imprese femminili crescono nei paesi industrializzati ad un tasso medio pori al doppio del sistemo e occupano più di un terzo dello forza lavoro; presentano un tasso di rischiosità inferiore alla media del sistema e ricorrono preferibilmente a finanziamenti a medio termine destinati ad investimenti duraturi. I bisogni dell'imprenditoria femminile hanno trovato risposte nei paesi di tradizione anglosassone:
USA: sull'esperienza dell'agenzia federale SBA, è stata creata una struttura efficiente e capillare sul territorio, che si basa su un intervento pubblico che copre fino all'80% del rischio;
Canada: su iniziativa della Canadian Banker Association, si è realizzato un processo di standardizzazione nelle procedure di richiesta del credito, che permette l'accesso sullo base dell'ottenimento di un “certificato di qualità”;
Australia: è in realizzazione un programma con focalizzazione sulle imprese femminili che esportano.
W.E.PRO. (Woman Entrepreneurs PROject) è un progetto europeo che si prefigge l'obiettivo di favorire accesso al credito e sviluppo internazionale delle imprese femminili, in particolare delle Piccole-Medie Imprese, attraverso l'individuazione e la divulgazione delle "best practices” internazionali.
Proposta e ideata da Maria Grazia Angioni Massimino, vede un'iniziativa congiunta di UniCredito Italiano S.p.A. e A.I.D.D.A. (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda), con la sponsorizzazione del Ministero Pari Opportunità ed il sostegno dell'Unione Europea Direzione Generale V.