ESTRATTO

La vita? Una questione
di sogni da realizzare
Dalla ricerca ambientale alle cellule staminali. Maria Grazia Angioni Massimino ha seguito il suo istinto imprenditoriale. Vincendo
Chi ha memoria del mal d'Africa dovrebbe sapere. che esiste anche un sottile mal di Sardegna che a un certo punto ti fa tornare al suo cielo e ai suoi profumi per non andartene più. Allora tutto può succedere, anche che nasca un'impresa industriale a scopo ecologico per il trattamento delle acque, perché il tuo sogno e che tuo figlio e i tuoi nipoti abbiano il mare pulito che hai avuto. tu.
È questo l'inizio dell'avventura Imprenditoriale dei coniugi
Maria Grazia Angioni e Paolo Massimino che, dopo otto anni a Torino tornano alle
Origini, decisi a difendere il proprio mare.
Formazione classica lei, con laurea in filosofia di indirizzo
psicologico, dottore commercialista con formazione superiore chimica,
suo professore di statistica all’Università di Cagliari, dove si
erano conosciuti e sposati nel 1971
«Negli ultimi tempi a Torino», racconta Maria Grazia Angioni Massimino, amministratore delegato e socio dell'azienda, «quasi per non recidere il legame con la nostra terra avevamo investito in un complesso turistico e, riscontrando la carenza proprio di aziende di depurazione con standard soddisfacenti, fondammo quasi per gioco l'Azienda Italiana Depuratori. Ci prendemmo un anno sabbatico di studio in centri di ricerca specializzati: a Milano, in Francia, in Svizzera e in Germania.
Quindi, con il nuovo bagaglio di conoscenze e la determinazione a migliorare l'utilizzo delle acque in Sardegna, ci mettemmo al lavoro. Presto ne uscirono due marchi, Bio-Var@ e Bio-C@, con una tecnologia ancora oggi insuperata nel mondo, per il trattamento degli scarichi civili e alberghieri con consistente e repentina variabilità di presenze, con un sistema a flora aerobica adesa su letti sommersi espansi, per piccoli insediamenti il primo, per grandi il secondo». Un sistema così depurante da permettere il completo riutilizzo delle acque per usi agricoli e antincendio, senza sprecare una goccia. «Non è che manchi l'acqua in Sardegna», prosegue la signora, «è che non la si usa bene, come testimoniano anche i ritardi sul recepimento del Piano regionale delle acque».
Accanto al ruolo di direttore d'orchestra, come amano definirla i suoi collaboratori, Maria Grazia Angioni sviluppa presto la volontà di portare "fuori" la cultura ambientale che vive giornalmente in azienda.
Iniziano i primi incarichi pubblici, come delegato regionale alla Commissione ambiente nazionale di Confindustria, componente della Giunta di Cagliari, presidente della sezione metalmeccanici e metallurgici. Arrivano anche i primi riconoscimenti, dal Premio Bellisario nel 1990 in qualità di imprenditore industriale per la difesa dell'ambiente al Premio "L'Imprenditore dell' Anno" del Sole-24 Ore, Ernst & Young, Borsa Italiana, Unioncamere nel 1998. Prima donna a essere insignita di questo premio, seguirà nel 1999 l'onorificenza "The Leading Women Entrepreneurs of the World" riservata alle 50 imprenditrici più rappresentative nel mondo. «Se non fossi stata donna non credo sarei stata tanto premiata. Bisogna approfittarne per diffondere i valori che ci stanno più a cuore, etica e ambiente prima di tutto e incoraggiare le altre donne a fare impresa, forti di quell'intelligenza emotiva che ci appartIene, dove razionalità e affettività procedendo insieme danno i migliori risultati».
Maria Grazia Angioni mette a disposizione il proprio ruolo di imprenditrice vincente e coraggiosa anche per lo sviluppo imprenditoriale delle donne, con l'incarico di consigliere nazionale Aidda, di cui è stata presidente regionale dal 1997 al 2003, presidente della Commissione Nazionale Statuto e di componente del Comitato sul Credito.
Il suo pallino è il credito e, in collaborazione con Unicredito, si fa promotrice con successo del Progetto internazionale W.E.PRO. per l'accesso al credito in cofinanziamento UE alle Pmi. Ed è socio e responsabile per i rapporti istituzionali e per il credito al femminile della C.O.P.S.A., società a r.l. dei soci del Banco di Sardegna e della Banca di Sassari; nonché socio fondatore della Banca di Cagliari.
Ma la sua attenzione a valorizzare la professionalità
femminile non conosce sosta. Per un nuovo ambizioso progetto che la sta
impegnando in questi ultimi anni ha scelto un team di sole ricercatrici sarde.
«Non mi preoccupa la fuga di cervelli in sé, perché l'importante è che dai
centri d'eccellenza. escano scoperte che potranno utilizzare tutti. Mi preoccupa
il fatto che ancora . troppo spesso brave studiose italiane siano penalizzate
nel trasferirsi all'estero per legami familiari. Allora io cerco di dare loro
tutto lo spazio che meritano qui, a casa».

Ma di che si tratta? L'infaticabile Maria Grazia Angioni,
doro essere stata socio fondatore e consigliere di amministrazione del Parco
Scientifico e Tecnologico della Sardegna, sta dando corpo a un nuovo sogno,
contribuire all'estensione della salute a tutti, attraverso il sostegno
industriale alla ricerca sulle cellule staminali. Il Centro di ricerche
biotecnologiche sulle cellule tissutali e staminali, di cui è presidente, che è
stato presentato in marzo, avrà uno start up di sei mesi all'Università di
Cagliari presso lo staff del Prof. Giovanni Brotzu e poi diventerà operativo in
azienda, con 5 mila metri quadrati ai laboratorio e un team prevalentemente al
femminile.
«Stiamo applicando il modello statunitense che integra le competenze tra impresa e università per i settori di ricerca più avanzati come le biotecnologie, che necessitano di know-how anche industriali» conclude, «noi abbiamo questo sapere tecnico e abbiamo deciso di metterlo a disposizione dell'accademia che da sola non può farcela, fornendole colture staminali nelle condizioni ottimali per impiegarle e bioprotesi.. Trasferiremo i finanziamenti pubblici relativi al progetto, per la parte di competenza, all'Università, in modo che trovi anche il sostegno economico che spesso ne limita le potenzialità».
Un filo rosso di responsabilità sociale che corre lungo i 25 anni di attività dell'azienda, alla ricerca costante della massima qualità sia di processo che di prodotto (prima azienda del settore in Italia ad aver ricevuto la certificazione di qualità ISO 9001, oggi VISION 2000), in cui la tecnologia è al servizio dell'ambiente e della salute.
Lei, Maria Grazia, i sogni è abituata a realizzarli. Con competenza, serietà, determinazione, entusiasmo e un piccolo spazio, sempre per sé: «Non ho mal rinunciato al ruolo di madre (Luca, 22 anni, studia psicologia clinica al San Raffaele di,Milano), né di moglie, né di donna con la passione del sub, della lettura, della cucina e dei viaggi. Il segreto è darsi delle priorità in base alle quali imparare a gestire il tempo. Il che vuol dire ogni tanto saper dire di no. E perdere tempo solo se ci stiamo divertendo!». Scoppia in una risata e ci lascia stazione la scia della sua inesauribile energia.
Dalla Costa Smeralda alla Cina
L'Azienda Italiana Depuratori è una realtà industriale di engineering distribuita su 12 mila mq a Quartucciu nell’hinterland cagliaritano, dove da 25 anni si fa ricerca, si registrano marchi esclusivi e si realizzano impianti di potabilizzazione, dissalazione, trattamenti medicali, depurazione scarichi civili, alberghieri, trattamento acque primarie per utilizzi industriali e trattamento di scarichi industriali, agricoli, di trasformazione, artigianali.
Gli impianti dell'azienda sarda hanno raggiunto anche le Maldive, la Russia e la Cina, con sistemi di acqua ultrapura per clean rooms delle industrie di componentistica elettronica e di prodotti biomedici. Una nuova frontiera dunque la Cina anche per il trattamento delle acque: «Basti pensare che a Pechino la rete di distribuzione non eroga acqua potabile!».
(Gaia Fiertler)