ESTRATTO

Donne e carriera,
un binomio difficile

Di sicuro Maria Grazia Angioni Massimino non fa parte di quel 17 per cento di donne italiane che non hanno un lavoro. Amministratore delegato dell'Azienda italiana depuratori, prima donna vincitrice del premio Imprenditore dell'anno, presidente per la Sardegna dell'Associazione italiana donne dirigenti d'azienda, non si stupisce di fronte ai risultati di un’indagine della Confartigianati di Mestre. In un Paese che ha i tassi di disoccupazione dell'Italia», dice, «non si potevano aspettare dati diversi». Eccoli questi dati: siamo al penultimo posto in Europa per quanto riguarda la percentuale di donne lavoratrici sul totale degli occupati.

Come si spiega questo fenomeno?
«Il vero problema è l'assenza di servizi sociali adeguati. Mancano strutture che non siano solo un luogo dove "parcheggiare" i figli ma un vero e proprio punto di riferimento per le donne impegnate nella professione».

Deteniamo anche il primato della minor presenza femminile in Parlamento...
«L’Italia sconta gli effetti di un forte ritardo culturale. I partiti tendono a fagocitare il messaggio femminile più che a valorizzarlo, tant'è vero che difficilmente a una donna viene riconosciuto un ruolo di responsabilità. Ciò accade anche perché le donne si autolimitano, scegliendo ad esempio di iscriversi a Lettere anziché a Ingegneria».

Ci sono segnali di cambiamento?
«Ritengo di sì, anche se non dobbiamo nasconderci la realtà: la maternità crea dei problemi organizzativi, soprattutto nelle piccole e medie imprese».

Cosa si può fare per favorire l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro
«Due cose. Primo: garantire servizi di assistenza efficienti. Secondo: rendere più flessibili le  assunzioni, incentivando ad esempio il part-time. Non è un caso che siamo agli ultimi posti anche nell'utilizzo di questo strumento».

(P. P.)