INTRAPRENDERE

ESTRATTO

NOI SARDI DI MARE

          

Il mare: quello vero, quello aperto, quello senza case attorno, senza ombrelloni, il mare tra rosmarino e rocce, che ci vuole fantasia per inventarsi una strada tra i cespugli e raggiungerlo. Il mare quello nostro. Di gente che ci vive lontano o accanto, comunque insieme. Il mare che ci cresce dentro.


E soprattutto le maree: il lento innalzarsi dell'acqua, inesorabile nel circondare, sommergere e poi trasportare con sé ogni resistenza o intralcio.

In qualche modo dovevo descriverla Maria Grazia Angioni Massimino: potevo soffermarmi sul suo viso mediterraneo, sulla sua femminilità o anche sul suo incedere curioso e veloce. Ma il mare e soprattutto la marea che sale è l'immagine che mi è sembrata più adatta.

“In fondo è l’amore per il mare che mi ha spinto a creare l'Azienda Italiana Depuratori che dirigo a Cagliari. Sono un'appassionata subacquea e ho potuto direttamente constatare il problema dell' eutrofia del mare, dovuta alla mancanza o carenza di impianti di depurazione. L'azienda nasce dall'unione degli interessi di mio marito con i miei: lui era mio professore di Statistica all'università di Cagliari. Ci siamo conosciuti e sposati dopo tre mesi... Per allegria, lo scriva!".

Lo scrivo: fa piacere, perché è raro di questi tempi.

"Abbiamo molti interessi comuni con mio marito: tra di noi c'è grande intesa e complicità".

- Scrivo anche questo: perché è ancora più raro. La marea arresta leggermente il suo impeto, sembra concedersi un attimo di pausa: prova a tornare indietro, a calare di poco.

"Dopo il matrimonio siamo andati a vivere a Torino, perché mio marito, dottore commercialista, aveva lo studio in quella città. E' lì che abbiamo intrapreso l'attività della nostra azienda di impianti di potabilizzazione e depurazione.
Ma mio marito si era ammalato... di mal di Sardegna!
Così siamo tornati a Cagliari dopo otto anni di esperienza in Piemonte".

Eppure lei ama le isole dell'Oceano Indiano, esporta i suoi impianti in Cina, Russia e Maldive, cos'ha di diverso la Sardegna, da dove nasce questo famoso "male"?

"I colori e il profumo di questa terra sono unici".

Risposta secca, concisa, senza possibilità di repliche: la marea ha ripreso a salire.
Con allegria.
Colori, profumo: d'accordo, ma per essere imprenditori in quest'isola ci vuole una buona dose di coraggio.

"Non dimentichi due elementi essenziali del carattere di noi sardi: la disponibilità e la curiosità. Essere chiusi in un'isola ci spinge ad essere curiosi e per questo, mediamente, siamo più in informati".

Mi accorgo di essermi di nuovo lasciata sommergere: sollevo la testa e riprendo il filo della storia.
Dunque, nella sua vita, oltre all'azienda e al ritorno in Sardegna è arrivata anche la maternità.

"Luca è nato dopo dieci anni matrimonio, quando ce la siamo sentita di mettere al mondo un figlio. Desideravo che nascesse in Sardegna e soprattutto volevo essere una mamma per scelta e non per caso".

- Con queste premesse la domanda che sto per farle mi appare decisamente retorica, ma è inevitabile.
Lei si sente una donna che lavora o una donna che tenta di fare l'uomo? Mi vergogno. E lo scrivo.

"lo mi sento donna a 360 gradi, in azienda le mie più dirette collaboratrici sono donne. Conosco un'unica differenza: quella tra persone intelligenti e non. Per questo non mi ritengo né maschilista né femminista; per me una persona o c'è o non c' é. Piuttosto ritengo che una donna possieda una maggiore attenzione nei confronti dei valori prioritari della vita e tenti in tutti i modi di conciliare e gestire il lavoro e gli affetti, ma anche il suo tempo. lo, per esempio, mi sforzo per riuscire a leggere, cucinare, viaggiare e stare il più possibile con mio figlio Luca".

- Questi ultimi anni sono stati particolarmente difficili per chi lavora nel settore imprenditoriale: ha subito qualche delusione?

"Personalmente no. Però è vero che le vicissitudini di alcune aziende hanno di fatto condotto l'attività imprenditoriale al collasso. Per me è stato impegnativo portare avanti obiettivi di qualità, esportazione e ricerca anche in un momento in cui le scelte si giocavano decisamente su altri piani".

Però adesso viviamo l'epoca post- tangentopoli: si respira meglio?

"Il periodo difficile ha selezionato uomini e imprese. Quando nel ricevere il Premio Marisa Bellisario nel 1990 ho parlato del dovere di consegnare alle generazioni future un 'mondo pulito', facevo riferimento a valori e regole della nostra vita sociale. Spero che si affermi una nuova cultura della dignità del lavoro".

Ad una vita pubblica così scintillante corrisponde una vita privata altrettanto felice? Anche questa potevo risparmiarmela, perché l'allegria e la forza coinvolgente che sprigiona Maria Grazia Massimino può avere origine solo da un grande equilibrio interiore. Vorrei ritirare la domanda, ma la marea non conosce ripensamenti.

“Il matrimonio, la famiglia e le amicizie sono punti fermi della mia vita che durano da sempre e per sempre. Anche se non amo scrivere o telefonare, per me gli affetti non sono né lontani né vicini, sono nel cuore".

E con suo figlio Luca come si comporta: da madre serena o apprensiva?

"Tento disperatamente di non essere apprensiva, ma lo sono. il grande amore fa spesso questi scherzi... Desidero soprattutto che sia felice: per questo non intralcerei nessuna sua scelta futura, anche se mi piacerebbe molto che venisse a lavorare nella nostra azienda. Soltanto su un punto sono intransigente: la preparazione culturale. Su questo non accetto compromessi o rinvii. La cultura è un valore che mi ha trasmesso la mia famiglia e che ho fatto mio: i miei genitori non mi hanno trasmesso ideali di esteriorità, ma la cultura è una ricchezza che non si può né comprare, né sostituire".

E valori come l'uguaglianza e il rispetto che posto occupano nell'educazione di Luca, ma anche nella sua vita?

"Luca ha ricevuto un’educazione cristiana e in questo senso si comprende come il rispetto per il prossimo sia per me una regola fondamentale.
Non voglio che viva in una campana di vetro, per questo spesso tra di noi nasce un dialogo sui fatti che trasmettono televisione e giornali".

Qual'è il lato più intrigante della sua femminilità?

"L'intelligenza".

La marea adesso sale ancora più veloce. Ma farà qualche concessione alla futilità?

"Oh, tante! Mi piacciono la moda vera, non di tendenza, metto con piacere abiti di vent'anni fa, e le scarpe. Ma vivo benissimo anche su una barca da pesca, in pareo maldiviano e con un orologio di plastica a1 polso".

E quando sarà troppo vecchia per pescare?     

Scriverò un libro. Da ragazza scrivere era la mia vera passIone, Con un amico, Nicolò Rangoni Machiavelli, abbiamo parlato per anni della possibilità di scrivere un libro insieme. lo ho tempi lunghi nelle cose: l'impazienza, che è il mio più grande difetto, non caratterizza i miei progetti, perché grazie al cielo possiedo un grande senso pratico".

Questo le dà il diritto di parlare anche del futuro imprenditoriale in Sardegna.

"Noi imprenditori abbiamo il dovere primario di progettare occupazione, attingendo alle esperienze dello scenario internazionale e alla tecnologia avanzata, senza tradire la nostra cultura e le nostre radici. Il che significa soprattutto uno sviluppo in armonia con la natura".

Vorrei proseguire o puntualizzare, ma Maria Grazia Massimino la "marea", ha trascinato me e i miei appunti a bordo di una macchina.

Direzione: uno dei migliori ristoranti di Cagliari. "...E il naufragar m'è dolce in questo mare "...  

(G.M.)