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Intelligenza imprenditoriale della dottoressa Massimino

La Sardegna è caratterizzata costantemente dall'emergenza idrica. È un dato di fatto il dramma vissuto un po' ovunque, con intere città strette dalla morsa della sete, agricoltori e allevatori messi letteralmente in ginocchio perché non avevano nemmeno un goccio d'acqua da distribuire ai campi e agli allevamenti.

Industria e siccità

Stessa sorte è toccata a numerose industrie che si sono viste costrette a interrom- pere i propri cicli produttivi proprio a causa della siccità. Mai come in questo ultimo periodo, insomma, si è toccato con mano quanto sia prezioso l'elemento acqua. La scarsità delle precipitazioni meteorologiche, però, poteva essere almeno in parte compensata con il riciclaggio, e quindi il riutilizzo, delle acque di depurazione. Un fronte, questo, che già da diversi anni vede impegnata una delle realtà economiche più prestigiose non so- lo a livello isolano, ma anche nazionale ed estero. Come avrete capito, stiamo parlando dell' Azienda Italiana Depuratori, azienda leader nel settore del trattamento delle acque.

Per questo motivo, abbiamo voluto conversare di questi importanti temi proprio con la dottoressa Maria Grazia Angioni Massimino, amministratore delegato dell' Azienda Italiana Depuratori, che come tutti sanno, ha sede a Quartucciu, in provincia di Cagliari. Maria Grazia Angioni Massimino, infatti, con i suoi dieci anni di esperienza nel settore della depurazione e del trattamento delle acque, è considerata una delle più I grosse esperte in questo delicatissimo e altresì interessante campo. La sua azienda, ha infatti realizzato (con risultati più che eccellenti) impianti di depurazione per usi civili e industriali che permettono il riutilizzo delle acque trattate, senza, che non venga gettata nemmeno una goccia di acqua nel mare: «È una strada, questa, che seguiamo già da molti anni - dice la dottoressa Massimino - ed è, senza ombra di dubbio, una scelta vincente. Questo perché - aggiunge - è stato dimostrato che, un'acqua ben depurata e di buona qualità può essere riutilizzata per molteplici scopi".

L'esempio più lampante, viene, dagli impeccabili impianti realizzati dall'Azienda Italiana Depuratori per alcune strutture turistiche, come, il Consorzio di Porto Rotondo, Valtur, Puntaldia, e Consorzio Fumagalli. "Si tratta di impianti progettati in funzione del loro utilizzo prevalentemente stagionale e quindi flessibile nei o, ha consumi e nella portata" dice la dottoressa Massimino. Questi depuratori, infatti, dal punto di vista tecnologico sono la massima sicurezza e dotati di standard di impianti, di defosfatizzazione, supporto catalitico di carboni attivi e di sterilizzazione finale controllata elettronicamente per evitare danni alla vegetazione. "In buona sostanza - spiega infatti la dottoressa Massimino - producono un'acqua  di qualità che, impegnata per l'irrigazione, ha rinverdito la macchia mediterranea evitando con-temporaneamente lo sversamento a mare anche di una sola goccia di acqua depurata».

Ma le funzioni anni che potrebbero assolvere questi tipi di impianto, non terminano certo qui. "La disponibilità di queste acque, infatti - aggiunge la dottoressa Massimino - potrebbe svolgere un ruolo essenziale nel doloroso discorso della prevenzione degli, incendi». Se un'acqua è ben depurata, insomma, può essere utilizzata per molteplici scopi. Anche in agricoltura, a patto che, naturalmente, la qualità dei reflui  depurati  sia  compatibile con la loro destinazione e per dirla tutta, sarebbe infatti un grave errore usare queste acque depurate per irrigare, magari a pioggia, vegetali dei quali si consuma la foglia. Il riutilizzo delle acque, comunque, non può considerar si un discorso limitato agli impianti per usi civili, ma ' anche per quelli industriali.

E anche in questo settore, l'azienda italiana depuratori si è dimostrata all'avanguardia: valga per tutti l'esempio dei sei milioni di litri che quotidianamente vengono riutilizzati nel processo produttivo della Gencord di Macchiareddu. «Anche in questo caso - dice con orgoglio la dottoressa Massimino - si tratta di un impianto completamente progettato e realizzato dalla mia azienda, che consente una drastica riduzione dei consumi idrici e soprattutto, assenza di scarichi».

Parlando ancora di depurazione, non si può certo non accennare all'aumento dei controlli che, questo anno, sono stati effettuati sugli scarichi che, da una parte ha premiato la Sardegna come habitat ma ha evidenziato situazioni di assoluta emergenza. «Da questo controllo - dice Massimino - si sono salvati i depuratori delle aziende dei gruppi organizzati. Come ad esempio, Porto Rotondo, Valtur, Puntaldia e Consorzio Fumagalli. Impianti realizzati da noi e che per i motivi che ho già spiegato funzionano». Va inoltre considerato che, gli impianti realizzati dall' Azienda Italiana Depuratori sono stati realizzati con particolare riguardo all'inserimento ottimale nella natura circostante, l'esempio viene dalle sale macchine rivestite in pietra locale. Ma lasciamo da parte il problema della depurazione per affrontare ora quello della potabilizzazione.

Quest'anno, l'Azienda Italiana Depuratori è stata particolarmente impegnata in questo fronte, soprattutto a causa dell'emergenza idrica. «Abbiamo realizzato - dice Massimino - sofisticati impianti di potabilizzazione e abbiamo attivato la produzione diretta della componentistica particolare. In questo modo, la nostra azienda è riuscita ad abbreviare i tempi tecnici. di consegna e disporre di prodotti affidabili su cui effettuare manu-tenzioni dirette». È infatti incredibile - aggiunge - che con il patrimonio idrico di cui disponiamo ci possano ancora essere situazioni di disagio.

Proprio per questo, ritengo sia molto più valido il discorso della captazione delle acque di falda piuttosto che l'utilizzo e il trattamento, senz'altro molto più costoso e impegnativo dell'acqua di mare. Come avrete capito, la dottoressa Massimino è una vera e propria esperta nel settore. Non per niente, partecipò personalmente alla stesura del decreto legge relativo al Via (Valutazione di impatto ambientale) in quanto membro della commissione consultiva ambiente, in confindustria a Roma. Sicuramente, grazie a questa grande sensibilità che la caratterizza, ha deciso di istituire, in occasione del decennale dell'azienda da lei fondata, due borse di studio per neo laureati in ingegneria.

Borse di studio

«È una cosa che mi sta molto a cuore spiega perché sono fra le socie fondatrici dell' A.I.D.D.A. (Associazione delle donne imprenditrici e dirigenti d'azienda) che istituisce borse di studio per masters aziendali alla Bocconi di Milano. E poi, conclude, ci sono tanti giovani in gamba, che vanno aiutati!». Parola di imprenditrice affermata, che, guardacaso, è l'unica donna imprenditore sardo citata nel prestigioso Who's who in Italy, che, fra parentesi, le ha dedicato più righe che a Nilde Jotti!