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Qui ha vinto lei - Le dieci donne che sono arrivate in Italia

In politica, in cultura, nella stampa e alla tv, nel cinema, negli affari, nell'industria, nella scienza: ancora minoranza, ma non più casi isolati, magari pagando caro il successo, sono arrivate alla meta. Ecco chi sono, da dove vengono, come ce l'hanno fatta.

Maria Grazia Massimino

Maria Grazia Massimino ha fondato insieme al marito Paolo l'Azienda italiana depuratori di Cagliari. Fra i tanti riconoscimenti nel 1990 ha vinto il premio intitolato a Marisa Bellisario per essersi affermata, come imprenditrice, nel settore dell'ambiente. «Non credo, che la mia azienda avrebbe mai vinto tanti premi» dice un po' scherzando e un po' sul serio «se io non fossi stata una donna». Maria Grazia Massimino è convinta che, mentre per le dirigenti la carriera tradizionale è ancora una gran fatica, per le imprenditrici essere donna è quasi un vantaggio. «Sono tutti molto più attenti» dice «quando alla guida di un'impresa c'è una donna».

Costanza Pera

È il più giovane direttore generale di tutta la pubblica amministrazione e quando è stata nominata, nel 1986, ha rinunciato alla libera professione per dedicarsi al nuovo lavoro. «Sono metà piemontese e metà sarda: è l'unione di due testardaggini» sintetizza l'architetto Costanza Pera, 37 anni, responsabile del Via, il Servizio valutazione impatto ambientale del ministero dell'Ambiente dal quale dipende il si o il no del governo a strade. palazzi, autostrade. L'architetto Pera si è lasciata alle spalle anche una lunga militanza politica, nelle file del Pli e sul fronte dei diritti civili. «In fondo, nella pubblica amministrazione stanno venendo meno gli atteggiamenti di sospetto e di sufficienza verso le donne» commenta. «Anche il più tenace maschilista si smonta quando una donna è convinta dentro di sé che può arrivare ovunque. Proprio come un uomo».