ESTRATTO
Tempistretti
L'intelligenza fa la differenza
Incontro con Maria Grazia Massimino, presidente regionale dell’Aidda
«Ma è vero che ambiente ed etica sono fondamentali per noi imprenditrici»
Le imprenditrici sarde? Ottime professioniste che amano il
loro lavoro e che hanno un grande senso di responsabilità. Maria Grazia
Massimino imprenditrice, laurea in filosofia e presidente della delegazione
sarda dell'Aidda - Associazione imprenditrici donne dirigenti d'azienda - non ha
dubbi: le manager sarde, non hanno nulla da invidiare alle loro colleghe della
penisola. La Sardegna industriale non è certo in mano alle donne, ma a giudicare
dalle imprese al femminile che fanno capo all'associazione c'è da augurarsi che
siano sempre di più le giovani che optino per l'impresa. Cinquanta aziende che
operano in svariati settori, dall'agro alimentare ai servizi ambientali, alla
distribuzione farmaceutica e dei surgelati, passando per i servizi alle imprese
e ai baby parking, oggi danno lavoro a 1600 dipendenti, cifra che raddoppia con
l'indotto.
Ma quali caratteristiche differenziano le imprese gestite dalle donne da quelle
maschili?
Di sicuro le donne sono più pratiche dei loro colleghi uomini e, cosa ancora più
importante, sono più attente alla qualità del lavoro. Ambiente ed etica da
sempre sono per noi aspetti importantissimi. Non solo, ma l'azienda spesso per
tutte noi è importante e amata quanto un figlio. Essere imprenditrice, insomma,
non è né più faticoso né più difficile che essere imprenditore. Piuttosto la
differenza è data dall'intelligenza emotiva e dalla preparazione. Non a caso,
tutte le dirigenti dell'Aidda sono laureate e quasi la metà di loro, l'azienda
l'hanno creata e non ereditata.
Che cosa vi prefiggete con la vostra associazione?
Noi mettiamo a disposizione la nostra esperienza e la preparazione per la
realizzazione e la divulgazione di progetti che aiutino a migliorare l'attività
imprenditoriale. Bisogna incontrarsi e parlare tra noi e fuori dal nostro
ambiente di settore se si vogliono ottenere risultati. A questo proposito
ritengo molto utili gli incontri con le giovani, che con piacere noto essere
sempre più interessate al mondo dell'imprenditoria. Anche per questo, la nostra
associazione oltre ad aver istituito per le giovani laureate delle borse di
studio, organizza corsi e stage di formazione sul campo, perché il problema per
i giovani al primo impiego è certamente l'esperienza.
La Sardegna fatica terribilmente a darsi una solida struttura economica. Che
cosa rallenta lo sviluppo?
Molti problemi sono legati alla politica regionale e altri al mercato. Certo
ci vorrebbero più investimenti ma soprattutto bisogna risolvere al più presto il
problema del credito: cinque punti in più del costo del denaro sono davvero
troppi.
Qual è il suo giudizio sulla legge nazionale sull'imprenditoria femminile, la
215 del '92 ma operativa da poco?
Ben vengano tutte le leggi che aiutano le donne, ma attenzione perché le
stesse leggi possono "ghettizzarci". È necessario conoscere e sfruttare tutte le
norme, anche quelle per gli "uomini". Bisogna comunque riconoscere che la
presenza di tante disposizioni a favore delle imprese al femminile dimostra una
grande attenzione verso il nostro settore, e molti progetti senza questi
strumenti sarebbero rimasti tali. Riguardo alla 215 che agevola le imprese con
contributi a fondo perduto o con il credito d'imposta, il problema è che sono
stati stanziati solo 46 miliardi per l'intero Paese. Una cifra ridicola se si
pensa che esiste anche una legge regionale che di miliardi, in questo ambito, ne
stanzia 135 che comunque non bastano.
Maria Grazia Massimino affronta un altro
tema cruciale: il problema degli appalti. In questi anni la tendenza è al
ribasso, proprio come in tutta Europa, con la differenza che mentre negli altri
Paesi esistono assicurazioni sulla qualità dei lavori, da noi non ci sono
controlli, per cui tutto si risolve a discapito della qualità. Oltre a questo,
non dobbiamo dimenticare che il vero problema di un'azienda sono i tempi, anzi i
ritardi e la lentezza della pubblica amministrazione.
Impegnata in molte
attività, Maria Grazia Massimino è anche presidente della sezione metalmeccanici
e metallurgici della Confindustria cagliaritana.
Il futuro economico della
Sardegna secondo me? Mi auguro un numero sempre maggiore di donne motivate che
credano nell'impresa, questo ci arricchirebbe anche dal punto di vista sociale.
Più in generale credo si debba puntare sul turismo: su quello stagionale e
quello termale, su quello della terza età così come su quello per gli sportivi e
mi riferisco agli appassionati di golf. Ma non dimentico certo la microimpresa,
le piccole aziende familiari solide che guarda caso sono gestite dalle donne.
Abbiamo un grande patrimonio di imprenditrici capaci, coraggiose e, magari... in
grado, perché no?, di essere presidenti di banca.
(L.M.)