ESTRATTO

Maria Falcone all'incontro dell'Aidda

DALLA STRATEGIA DELLA VIOLENZA ALLA STRATEGIA DELLA CULTURA

Senza sicurezza le imprese scappano

"Gli uomini passano, le idee restano", così Giovanni Falcone diceva poco prima di essere assassinato dalla mafia. "Qualcuno pensa che Falcone avrebbe fatto carriera. Giovanni ministro? Se fosse ancora vivo, oggi sarebbe a Lampedusa". Parola di Maria Falcone, sorella del magistrato, che oggi viaggia in Italia e all'estero per ricordarne la vicenda professionale e umana. Ieri il suo intervento è stato il momento più intenso dell'incontro organizzato a Cagliari a Palazzo Regio dall’Aidda (l'Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d'Azienda) su come trasformare la Sardegna "dalla strategia della violenza alla strategia della cultura".

"L'idea del dibattito e del titolo" racconta Maria Grazia Angioni Massimino, presidente dell’Aidda Sardegna, "l’ho avuta da un'indagine nella quale emergeva come un fattore di basso sviluppo delle medie imprese nel Sud Italia fosse il basso grado di sicurezza sociale". Una vera e propria emergenza per la Sicilia. In Sardegna il quadro cambia, ma la radice è sempre la debolezza di una cultura della solidarietà che non ha cancellato il mito della faida. "E in Sardegna ci sono aree più depresse della Barbagia, ma senza lo stesso tasso di criminalità", ha precisato l'avvocato Concas.

"Le cause della violenza non sono economiche, ma radicate in un codice ancestrale".

Al dibattito sono intervenuti anche Gianni Filippini, assessore comunale alla cultura, Sergio Russo, presidente della Libera Università Nuorese, Benedetto Ballero, assessore regionale alla cultura.

L’Aidda, in occasione del convegno, ha consegnato una borsa di studio di 21 milioni a Giuseppina Vacca, 23 anni, diplomata al Liceo linguistico di Santu Lussurgiu: potrà frequentare la Scuola di Specializzazione di Interpreti e Traduttori di Quartu Sant'Elena, per il conseguimento della laurea breve.

(A.P.R.)