ESTRATTO

Accordo con l'Università per sostenere le donne manager
Maria Grazia Angioni Massimino è stata eletta Presidente regionale dell'Aidda, l'associazione delle donne imprenditrici dirigenti d'azienda.
Per l'imprenditrice di Quartucciu è soltanto l’ultimo di una lunga serie, sei anni fa, per citare l’esempio più significativo il suo ruolo di manager in una azienda leader nel campo della protezione ambientale le ha fruttato il prestigioso premio"Marisa Bellisario", il più ambito tra l'imprenditoria femminile.
L'amministratrice dell'Azienda italiana depuratori è anche consigliere di amministrazione del Parco scientifico e tecnologico e presidente della sezione Metalmeccanici della Confin-dustria di Cagliari ma, aggiunge «Ho sempre creduto nella funzione e nelle potenzialità dell'Aidda. Basti pensare che sono una della socie fondatrici ».
L'associazione è nata una quindicina d'anni fa come delegazione sarda di un
organismo nazionale», sottolinea la Massimino, «che a sua volta è espressione
della "Fcem", le Femmes chefs d'entreprises mondiales, fondata in Francia negli
anni '50». Negli ultimi tempi è diventata vero e proprio network mondiale,
godendo tra l'altro di un forte peso politico. Tanto da permettersi di
costringere i governi dei Paesi meno sviluppati ad accertare se esistano le
condizioni per l'attività delle donne imprenditrici.
Ma in Sardegna che ruolo ha l'Aidda?
«Quando abbiamo fondato la Dele-gazione molte imprenditrici non avevano ancora
diritto alla firma nelle aziende in cui ricoprivano incarichi anche
fondamentali. Siamo riuscite ad associarle, dando i giusti ricono-scimenti anche
in termini formali».
Nel suo programma si parla di credito, fisco, comunicazione, università, pari opportunità per le donne, problemi sociali. Non le sembra un po' troppo?
«Assolutamente no. Sono convinta che tutti i punti inseriti nel programma siano perfettamente realizzabili. Certo, mi rendo conto che non sarà facile ottenere in tempi strettissimi tutti i risultati che mi sono prefissata. Ma l'Aidda ha grandi risorse in cui credo ciecamente Altrimenti non avrei accettato l’incarico».
Dal programma traspare un forte desiderio di riforme nel campo del credito e del finanziamento alle imprese.
«Non c'è dubbio. E proprio in questo campo abbiamo già raccolto qualche risultato di rilievo: l'Aidda ha partecipato alla prima Conferenza regionale sul credito, che si è tenuta alla Camera di commercio. Ci siamo seduti attorno a un tavolo insieme a Confindustria, Confcommercio e Apisarda. Segno che godiamo di buona considerazione.
D'altronde l'Aidda non è semplice associazione di categoria ma una espressione "super partes", in quanto le nostre socie provengono da settori diversi». L'Aidda vorrebbe fare da cerniera tra Università e mondo del lavoro. Con un occhio di riguardo per le donne. «Che tra Università e mondo del lavoro ci sia una difficoltà di avviare sinergie non c'è dubbio. E la nostra associazione ha in mente una serie di progetti per invertire questa tendenza.
In questo senso è fondamentale trovare una collaborazione col mondo accademico per istituire borse di studio e stage nell'imprese. Tra l'altro un esperimento di questo tipo era stato fatto proprio dall'Aidda alcuni anni fa. E la nostra prima borsista alla SDA Bocconi di Milano è oggi l'unica donna dirigente della Saras».
(G.Z.)